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I giovani getti di un buco nero supermassiccio

È la prima immagine ad alta risoluzione di una rara interazione tra le nubi di gas e i getti di materiale espulso da buco nero supermassiccio, situato nel cuore di una galassia nell’Universo primordiale. L’autore dello ‘scatto’ è il radiotelescopio Alma dell’Eso.

La galassia ospite si chiama MG J0414+0534 ed è situata a 11 miliardi di anni luce di distanza noi.  Una caratteristica  curiosa che gli astronomi hanno osservato, grazie ai dati di Alma, riguarda i percorsi di luce che viaggiano da MG J0414+0534 alla Terra, poiché risultano essere significativamente distorti: la causa è da attribuire ad un’altra galassia, posta a metà strada tra quella in esame e la Terra, la cui gravità distorce il percorso della luce che viaggia al suo interno, creando quattro immagini di MG J0414+0534.

Questa distorsione, spiega l’astronomo Talkeo Minezaki dell’Università di Tokyo, funziona come un telescopio naturale e consente una visione dettagliata di oggetti distanti. Questo effetto permette di osservare come alcune galassie si sono evolute nell’Universo primordiale.

Combinando le quattro immagini ottenute grazie alla galassia ‘di mezzo’, e sottraendo gli effetti gravitazionali di quest’ultima, gli astronomi sono stati in grado di ricostruire un’immagine chiara dei getti, che risultano essere bipolari, cioè a forma di clessidra. Una visione ‘eccezionalmente nitida’, 9.000 volte migliore della vista umana. 

Grazie alla risoluzione estremamente elevata, è stato possibile ottenere anche la distribuzione e il movimento delle nuvole di gas attorno ai getti espulsi dal buco nero supermassiccio: le nubi si muovono ad una velocità fino a 600 km/s e – insieme ai getti – sembrano essere molto più piccole delle dimensioni tipiche presenti in una galassia della stessa età.

«Stiamo assistendo alla primissima fase dell’evoluzione dei getti in una galassia»,spiega Minezaki. «La nostra ricerca è stata in grado di trovare prove rivelatrici di una significativa interazione tra getti e nubi gassose anche nella primissima fase evolutiva dei getti. La scoperta aprirà la strada ad una migliore comprensione del processo evolutivo delle galassie nell’Universo primordiale».

Lo studio è stato pubblicato su The Astrophysical Journal Letters.

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