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Si chiamerà Perseverance il successore di Curiosity

Perseverance, ecco il nome scelto dal vincitore della competizione indetta dalla Nasa per trovare un nome al rover della missione Mars 2020, in partenza quest’estate per il Pianeta Rosso. Il vincitore Alexander Mather è un alunno della scuola media di Lake Braddovk in Virginia che è stato premiato dall’amministratore associato della divisione scientifica della Nasa Thomas Zurbuchen, giovedì scorso. Il nome proposto da Alexander è stato scelto tra le più di 28 mila proposte inviate alla Nasa da studenti delle scuole secondarie di ogni stato americano.

«Questo nome  – ha commentato Zurbuchen – ha catturato lo spirito della missione. Il nostro rover dovrà affrontare molte sfide per portare a termine i suoi compiti e la perseveranza è una dote fondamentale per riuscire in questo obiettivo». Il nome Perseverance è stato inciso su di una targhetta posta sul rover che proteggerà un cavo elettrico da possibili impatti di detriti. Mars 2020 è il terzo rover oggetto di una competizione di questo genere dopo Curiosity nel 2012 e la coppia Spirit e Opportunity nel 1997. Il concorso è partito il 28 agosto 2019 e da quel momento circa 4700 giudici volontari, educatori e appassionati di spazio, hanno avuto il compito di restringere la scelta a 155 semifinalisti. Successivamente i giudici hanno individuato nove finalisti lasciando al pubblico cinque giorni di tempo per valutare il proprio favorito, grazie a un voto online. I voti pervenuti sono stati circa 770 mila e il vincitore è stato scelto da un gruppo composto da scienziati  e astronauti della Nasa.

Come premio Alexander volerà a Cape Canaveral con la sua famiglia per assistere al lancio della missione, quest’estate.  Il rover Perseverance dal peso di poco più di 1000 chilogrammi, avrò il compito di raccogliere campioni di polveri e rocce marziane e di conservarli in attesa delle prossime missioni di sample return, in fase di pianificazione. Mars 2020 fa parte di un programma più ampio che prenderà il via con la missione Artemis, destinata a riportare astronauti sulla Luna entro il 2024 per poi passare alla costruzione di avamposti permanenti entro il 2028.

Da sinistra: Thomas Zurbuchen, Alexander Mather e Lori Glaze, direttrice dello Science and Planetary Division della Nasa

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