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Encelado a strisce, svelato il mistero

Scoperta l’origine delle fessure che donano alla superficie del polo sud di Encelado il caratteristico aspetto a strisce. Lo afferma uno studio realizzato dalla Carnegie University che ha svelato –  grazie ai dati raccolti dalla sonda Cassini –  il processo che porta alla formazione di questo singolare fenomeno che ha origine nell’oceano sotterraneo della luna di Saturno.

«Le strisce, sono parallele e uniformemente distanziate, lunghe circa 130 chilometri e situate a una distanza pari a 35 chilometri l’una dall’altra – commenta Doug Hemingway, autore dello studio – sono in continua formazione come se qualcosa le spingesse con forza in superficie, un dato molto interessante, dato che nessun’altro oggetto del Sistema Solare si comporta in modo simile».

Gli scienziati hanno cercato di comprendere quali forze consentono alle fessure di apparire sulla superficie di Encelado, precisamente al polo sud della luna. Secondo una prima analisi, la formazione delle strisce potrebbe aver interessato entrambi i poli della anche se al momento, esse sono visibili unicamente a sud.

L’interno di Encelado, viene riscaldato a causa dell’eccentricità della sua orbita: quando la luna si avvicina di più a Saturno viene leggermente deformata dalla gravità del gigante gassoso, un processo che impedisce a Encelado di congelarsi del tutto.

Il meccanismo chiave di formazione delle fessure, sta nel fatto che i poli subiscono maggiormente l’effetto di deformazione gravitazionale indotto da Saturno: di conseguenza, la calotta glaciale a sud è molto più sottile. Durante i periodi di raffreddamento graduale, parte dell’oceano di Encelado si congela, espandendosi e la crosta di ghiaccio inizia a formarsi dal basso, mentre la pressione esercitata contribuisce allo sviluppo delle caratteristiche fessure superficiali.

I ricercatori, ritengono che la fessura denominata ‘Baghdad’ sia stata la prima a formarsi. La crepa in questione non ha subito il congelamento per un certo periodo di tempo e questo ha permesso all’acqua di passare in superficie creando altre tre fessure parallele.

L’apertura continua delle fessure è anche un effetto delle maree prodotte dalla gravità di Saturno.  Nel dettaglio, la deformazione gravitazionale della luna impedisce la guarigione di queste ‘ferite’ che si allargano e si restringono.

Gli scienziati ritengono che le dimensioni di Encelado influenzano molto il processo di formazione delle crepe: se la luna fosse più grande, la sua stessa gravità sarebbe più forte e ciò impedirebbe alle fratture di aprirsi completamente: ecco spiegato il motivo per cui Encelado rappresenta un caso unico nel suo genere nel Sistema Solare.

«Lo studio di queste fessure – conclude Hemingway – ci ha permesso di campionare e studiare l’oceano nascosto di Encelado. Il nostro modello che spiega i processi fisici di formazione delle crepe ha permesso di spiegare un fenomeno finora sconosciuto in un ambiente prezioso e singolare».

 

 

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