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Un alone magnetico per la Balena

omposite image by Jayanne English of the University of Manitoba, with NRAO VLA radio data from Silvia Carolina Mora-Partiarroyo and Marita Krause of the Max-Planck Institute for Radioastronomy. The optical data were from the Mayall 4-meter telescope, collected by Maria Patterson and Rene Walterbos of New Mexico State University. Arpad Miskolczi of the University of Bochum provided the software code for tracing the magnetic field lines.

Si trova nella costellazione dei Cani da Caccia, ad una distanza di circa 12 milioni di anni luce, e la sua forma a cuneo leggermente distorta – che ricorda un cetaceo – le ha fatto guadagnare il nickname di ‘Balena’: in realtà si tratta di Ngc 4631, una galassia a spirale barrata che è salita agli onori della cronaca per uno studio appena pubblicato su Astronomy & Astrophysics (articolo: “Large-scale magnetic field reversals in the radio halo of Ngc 4631”) e dedicato alle caratteristiche del campo magnetico presente nel suo alone. L’indagine, condotta da un gruppo di lavoro internazionale, è stata coordinata dal Max-Planck-Institut für Radioastronomie di Bonn (Germania) e si è basata sulle osservazioni effettuate con il radiotelescopio Vla (Very Large Array), situato nel Nuovo Messico.

L’immagine in alto, dove la Balena è vista di taglio, combina dati radio e ottici e svela le strutture magnetiche che si dipartono sopra e sotto il disco galattico dal colore rosato. I filamenti blu e verdi si protendono oltre il disco e penetrano nell’alone; la diversa colorazione è indicativa della differente direzione del campo magnetico. Infatti, il verde indica i filamenti il cui campo punta all’incirca verso la Terra, mentre il blu rappresenta quelli dotati di un campo che segue una direzione opposta. Questo fenomeno non era mai stato riscontrato in un alone galattico. Gli studiosi spiegano che si tratta della prima volta in cui si ha una chiara evidenza di un campo magnetico coerente su larga scala nell’alone di una galassia a spirale. Le linee di campo appaiono ordinate nello stesso senso lungo distanze di migliaia di anni luce e anche nel cambiamento di direzione si scorge uno schema regolare.

L’indagine ha visto anche la partecipazione di alcuni astronomi coinvolti nel progetto Chang-Es (Continuum HAlos in Nearby Galaxies – an Evla Survey) della Queen’s University (Canada), dedicato allo studio degli aloni nelle galassie vicine. Questi ricercatori ritengono che il campo magnetico coerente su larga scala riscontrato in Ngc 4631 sia prodotto da una sorta di dinamo all’interno della galassia; successivamente, il campo segue un movimento spiraliforme verso l’esterno e forma i filamenti che nell’immagine appaiono perpendicolari rispetto al disco galattico.

Le osservazioni condotte su Ngc 4631 sono coerenti con delle simulazioni informatiche effettuate precedentemente, in cui si evidenziava che il movimento a spirale del campo magnetico è connesso alla forma dei bracci della galassia. Gli autori del saggio, che proseguiranno ad indagare la struttura magnetica di Ngc 4631, ritengono che questo tipo di ricerca possa rispondere agli interrogativi riguardanti i processi con cui le galassie acquisiscono un campo magnetico e se tali campi dipendano da un ‘effetto dinamo’.

(Crediti della foto: Nrao Vla, Max-Planck Institut, Chang-Es survey, New Mexico State University, Bochum Universität) 

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