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Una galassia con il ‘turbo’

Credits: NASA

Ha ingranato la quinta e sfreccia a velocità siderali senza il timore di incorrere in sanzioni: a pigiare sull’acceleratore è Messier 86, una galassia dall’aspetto discusso che non è sfuggita allo sguardo indagatore di Hubble. La galassia, nota anche come Ngc 4406, è stata scoperta dall’astronomo francese Charles Messier nel 1781 e si trova a oltre 55 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione della Vergine. Da un punto di vista morfologico, Messier 86, che si presenta come un grande punto luminoso, non è stata classificata: a distanza di oltre 200 anni dalla sua scoperta, gli astronomi discutono ancora se debba essere considerata ellittica oppure lenticolare (una tipologia che è una via di mezzo tra ellittica e spirale).

Messier 86, che ha un diametro di oltre 130mila anni luce e contiene circa 3800 ammassi globulari, fa parte del Cluster della Vergine, il più ricco di galassie tra quelli situati nelle vicinanze del Gruppo Locale. Il ritratto realizzato dal telescopio Nasa-Esa mostra uno scenario apparentemente tranquillo, ma Messier 86 in realtà si sta muovendo molto rapidamente e questo spostamento ha scatenato un certo trambusto al suo interno. La galassia viaggia ad una velocità di oltre 875mila chilometri orari e si dirige verso il centro del Cluster, avvicinandosi alla Via Lattea. Questo ritmo così sostenuto ha dato il via ad un fenomeno che gli astronomi definiscono ‘ram-pressure stripping’ (rimozione a causa della pressione d’ariete): il materiale resistente che riempie gli spazi tra i singoli ammassi sta ‘strattonando’ il gas e le polveri di Messier 86 e li strappa via mentre la galassia si muove. Questo ‘gioco di forza’ crea una lunga coda di gas caldo che emette radiazioni nei raggi X.

Hubble ha immortalato Messier 86 nell’ambito di un programma di osservazioni centrato sulle galassie lenticolari ed ellittiche, che spesso risiedono nel centro degli ammassi; gli astronomi, focalizzandosi sul nucleo di queste galassie, contano di raccogliere dati utili sulla loro struttura e sulla loro evoluzione. Il ritratto di Messier 86 deriva da una serie di scatti che il telescopio ha effettuato nel visibile e nel vicino infrarosso; la foto fa parte di una specifica raccolta che lo storico telescopio ha dedicato agli oggetti del catalogo Messier.

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