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Lo spazio sorge a Oriente

L’India invierà tre astronauti nello spazio entro il 2022, diventando il quarto paese dopo Russia, Stati Uniti e Cina a tentare l’impresa. Il primo ministro indiano aveva annunciato l’intenzione di inviare astronauti in orbita bassa già dallo scorso agosto durante la sesta edizione del Bangalore Space Expo, mostrando il modulo di fuga e le tute spaziali riservate all’equipaggio. Il governo di Dehli ha dichiarato di aver stanziato 1,4 miliardi di dollari per l’impresa spaziale, la più economica mai realizzata finora nel suo genere. La missione sarà preceduta da due voli di test che utilizzeranno il lanciatore Geosincrono dell’ISRO e il veicolo spaziale Gaganyaan. L’India è la sesta economia al mondo e già da diversi anni sta tracciando il suo percorso nel settore spaziale. Tra i suoi principali competitor, c’è senza dubbio la Cina che sta compiendo passi da gigante nell’esplorazione robotica e umana dello spazio. Risalgono a pochi giorni fa le foto delle prime impronte del rover cinese Yutu 2 sul lato nascosto della Luna. Il rover è parte di Chang-e 4, missione di punta del programma di esplorazione robotica spaziale del nostro satellite. Yutu si trova nel cratere di Von Karman dallo scorso 3 gennaio, ha da poco acceso i suoi strumenti cominciando a muoversi e a trasmettere dati. L’esplorazione robotica è solo una delle tante facce del programma spaziale cinese: il Paese sta investendo notevolmente anche sull’esplorazione umana in orbita bassa e sul ritorno alla Luna. I piani di Pechino prevedono la costruzione di una stazione spaziale permanente nel 2022 che rimarrà in orbita intorno alla Terra per 10 anni. Ospiterà un equipaggio permanente di 3 taikonauti per condurre esperimenti scientifici in microgravità. Per portare a termine questi ambiziosi progetti, la Cina sta lavorando al miglioramento dei sistemi di lancio che possano permettere missioni di lunga durata dirette sul nostro satellite e su Marte. Il Lunga Marcia 8 è uno dei razzi prescelti per questi obiettivi e secondo i piani dell’agenzia spaziale cinese dovrebbe spiccare il volo nel 2021. Il vettore includerà anche un primo stadio riutilizzabile, per ridurre la portata dei costi e aumentare il numero di missioni possibili.

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