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InSight distende il suo braccio robotico

InSight distende il suo braccio robotico

Tempo di stretching per InSight. Il lander della Nasa, giunto su Marte lo scorso 26 novembre, ha esteso il suo braccio robotico lungo quasi due metri. Il braccio verrà utilizzato per posare sul suolo di Elysium Planitia  gli strumenti scientifici a bordo: un sismometro che rileverà i movimenti del sottosuolo e un sensore termico, progettato per arrivare in profondità – oltre tre metri – per misurare la quantità di energia proveniente dal profondo del pianeta.

InSight ha documentato l’apertura del braccio robotico scattando alcune foto che ritraggono il sismografo e la cupola di protezione del lander che gli fornirà protezione in caso di tempeste di sabbia. Le foto saranno utilizzate anche per cercare il punto migliore per depositare gli strumenti che con molta probabilità, avranno bisogno di due o tre mesi per arrivare alla piena operatività.

Nel corso dell’ultima settimana, il team della missione ha già provato a mettere in funzione una parte della strumentazione ed è stato reso noto che il sensore per la pressione dell’aria ha registrato valori in diminuzione, un calo dovuto probabilmente al passaggio di un diavolo di sabbia, un fenomeno tipico degli ambienti secchi e desertici. A bordo di InSight c’è spazio anche per la tecnologia made in Italy: si tratta del microriflettore  di ultima generazione LaRRi sviluppato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana che fornirà la posizione accurata del lander durante l’esplorazione di Marte.

Nel frattempo, il gruppo di ricerca SCF_Lab di INFN-Laboratori Nazionali di Frascati, col supporto di ASI, a ottobre 2018 ha consegnato a ESA il secondo microriflettore INRRI (per l’integrazione a bordo della landing platform di ExoMars 2020) e all’inizio del 2019 consegnerà due microriflettori LaRA a NASA-JPL (per l’integrazione a bordo del rover Mars 2020).

Il network geodetico di microriflettori laser su InSight, ExoMars 2020 e Mars 2020 sarà, a tutti gli effetti, un “Mars Geophysical Network”, cioè una rete geodetica di supporto/servizio per l’esplorazione marziana, ideata e realizzata in Italia.

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