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Space Rider scalda i motori

Space Rider volerà nel 2021. Lo ha annunciato l’Esa durante la Phi Week, una cinque giorni dedicata all’osservazione della terra in corso alla sede Esa Esrin di Frascati. Fortemente voluto dall’Agenzia Spaziale Italiana, il vettore unmanned Space Rider è frutto di un accordo siglato da Esa e Thales Alenia Space insieme al consorzio European Launch Vehicle costituito da Avio e Asi. Si tratta un mini shuttle automatizzato riutilizzabile nato dall’implementazione di Ixv, un veicolo spaziale sperimentale realizzato in Italia e testato nel 2015 –  in grado di compiere un rientro atmosferico controllato da orbita terrestre bassa.

Space Rider verrà portato in orbita dal Vega C e potrà rimanere nello spazio fino a due mesi, conducendo diversi esperimenti che poi saranno analizzati nei risultati una volta rientrato a terra. La navicella spaziale sarà a disposizione di clienti commerciali e istituzionali e avrà una capacità di carico di 800 chili. L’Europa punto molto sul lancio dei piccoli satelliti, dai cubesat ai nanosat che rendono l’accesso allo spazio più abbordabile anche per le piccole e medie imprese: Esa e Arianespace puntano al debutto del prototipo dello Small Spacecraft Mission Service nel 2019, una sorta di adattatore montato a bordo di Vega C che permetterà al  razzo di aumentare la quantità di nanosatelliti a bordo per ogni singolo lancio.

I payload che voleranno in questo volo di test per Space Riders saranno sette in tutto, suddivisi tra nano e microsatelliti. L’obiettivo di lungo periodo dell’Esa è quello di incentivare la nascita dello Spazio 4.0 in cui le forze delle agenzie nazionali si uniranno con quelle degli attori del settore privato, per sostenere nuovi progetti e favorire la crescita della space economy continentale.

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