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Nuova tecnica di scavo per Curiosity

Nuova tecnica di scavo per Curiosity
Testato un nuovo sistema di perforazione del terreno di Marte, dopo il malfunzionamento di un elemento-chiave del trapano del rover

Curiosity prosegue la sua attività investigativa a spron battuto, superando anche una défaillance del suo trapano. Proprio in questi giorni, il team della missione ha condotto il primo test di una nuova tecnica di scavo per ovviare al guasto di un componente che ha colpito i movimenti del trapano tra gli stabilizzatori. Il rover, dal suo arrivo nel 2012, ha usato lo strumento 15 volte per scavare il suolo del Pianeta Rosso e raccogliere campioni rocciosi successivamente analizzati dai suoi dispositivi scientifici, Sam (Sample Analysis at Mars) e CheMin (Chemistry and Mineralogy). Il guasto si è verificato nel dicembre 2016.

Il test appena effettuato ha prodotto un foro di circa 1 cm di profondità nell’area di Lake Orcadie, situata nella parte alta della Vera Rubin Ridge, la zona dove Curiosity si trova al momento in perlustrazione. La prova non ha avuto scopi scientifici ed è stata svolta solo per verificare che il nuovo metodo di scavo fosse efficiente. In pratica, i tecnici che seguono il rover hanno lasciato il trapano in una posizione estesa, seguendo un protocollo utilizzato durante i test preliminari sulla Terra; lo strumento, in questo modo, lavora più ‘a mano libera’. Curiosity, infatti, userà tutto il suo braccio per effettuare lo scavo, giovandosi dell’aiuto del sensore originariamente previsto per fermarlo nel caso di uno shock.

Mettere a punto questa nuova manovra è stato molto impegnativo per gli ingegneri della Nasa, anche perché la posizione estesa del braccio non consentirà di utilizzare il dispositivo che setaccia e invia le polveri rocciose agli strumenti Sam e CheMin. Per ovviare a quest’altro problema il team della missione ha dovuto escogitare una manovra che prevede che Curiosity versi i campioni come si versa il sale da una saliera. Questo escamotage è stato testato sulla Terra, ma ci sono delle incognite sul funzionamento su Marte data la differenza di condizioni atmosferiche e di forza di gravità. Dopo questo primo test, i tecnici contano di riprendere la campagna di scavo della Vera Rubin Ridge, un’area del Pianeta Rosso ricca di ematite.

Il video della Nasa sulla nuova tecnica

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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