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Insight, Marte sempre più vicino

Insight, Marte sempre più vicino

Insight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) si prepara all’incontro ravvicinato con Marte. Partita lo scorso 5 maggio dalla Base di Vandenberg, la missione Nasa tenterà l’atterraggio sulla superficie di Marte il 26 novembre, con l’obiettivo di esaminare nel profondo la struttura interna del pianeta. Atterrare su Marte non è un’impresa semplice. Insight come altre sonde inviate sul pianeta rosso in passato, dovrà affrontare le insidie che si celano nella delicata procedura di avvicinamento alla superficie. La Nasa ha stimato che solo il 40 percento delle missioni inviate su Marte sono sopravvissute all’impatto con il suolo: uno dei problemi principali riguarda la presenza di un’atmosfera rarefatta, circa l’1 percento di quella terrestre, che non fornisce la resistenza utile per rallentare la corsa di una sonda verso la superficie con il solo paracadute, come invece accadrebbe atterrando sulla Terra.

Durante la fase di atterraggio Insight seguirà la stessa procedura adottata da Phoenix, la sonda Nasa giunta con successo sul suolo marziano nel 2008. Nel dettaglio, Insight si servirà di una versione migliorata dei paracadute ideati per Phoenix e di un sistema di protezione per mitigare l’impatto con la superficie. Inoltre, la Nasa ha dotato Insight di uno scudo termico abbastanza spesso da poter sopportare una tempesta di sabbia, uno dei fenomeni che più caratterizza l’ambiente di Marte. Insight atterrerà su Elysium Planitia, un’area pianeggiante che garantisce le migliori condizioni di arrivo.

Ad alcune settimane dal landing, il braccio robotico del rover, lungo quasi due metri, collocherà al suolo i due principali strumenti della missione: un sismometro che rileverà i movimenti del sottosuolo e un sensore termico, progettato per arrivare in profondità – oltre tre metri – per misurare la quantità di energia proveniente dal profondo del pianeta. A bordo dell’orbiter Larri, un microriflettore di ultima generazione sviluppato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, fornirà la posizione accurata del lander durante l’esplorazione di Marte. Il team della missione, ritiene che lo studio della stratificazione delle rocce marziane sarà  di fondamentale importanza per rivelare i processi di formazione che hanno interessato Marte e gli altri pianeti rocciosi del Sistema Solare.

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