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Viaggi spaziali, salute a rischio

Viaggi spaziali, salute a rischio

Ilaria Marciano2 ottobre 2018

Lunga o breve che sia, la permanenza nello spazio può mettere a rischio la salute degli esseri umani. In vista dei futuri viaggi di esplorazione umana su Marte, continuano a ritmo serrato gli studi per prevenire gli effetti di una prolungata esposizione alle radiazioni e cercare di salvaguardare la salute degli astronauti. Da quanto risulta da un nuovo studio, condotto da un team di ricerca del Georgetown University Medical Center, le radiazioni potrebbero danneggiare significativamente il tessuto dell’apparato gastrointestinale portando ad alterazioni funzionali a lungo termine. Lo studio, inoltre, solleva preoccupazioni per l’alto rischio di sviluppo di tumori allo stomaco e al colon.

“Gli ioni pesanti sono dannosi a causa della loro maggiore massa rispetto ai fotoni di massa come i raggi X e gamma (γ) prevalenti sulla Terra, così come i protoni di massa bassa nello spazio esterno”, afferma il ricercatore Kamal Datta, professore associato presso il Dipartimento di Biochimica e capo progetto del Centro di ricerca specializzato NASA. “Con l’attuale tecnologia di schermatura, è difficile proteggere gli astronauti dagli effetti avversi delle radiazioni ioniche pesanti: sebbene possa esserci un modo per usare i farmaci per contrastare questi effetti, nessun agente del genere è stato ancora sviluppato. Durante i viaggi brevi, come le volte in cui gli astronauti hanno viaggiato sulla Luna, gli astronauti non sono esposti a questo livello di danno, ma la vera preoccupazione è la permanenza prolungata, come su Marte o in altre missioni nello spazio profondo”.

Per studiare l’effetto degli ioni pesanti sul tratto gastrointestinale, gli scienziati hanno condotto dei test sull’intestino tenue dei topi, esponendoli ad una bassa dose di radiazioni di ferro. I ricercatori hanno poi confrontato il gruppo di topi che è stato esposto a dosi di ioni pesanti, con quelli esposti ai raggi gamma, che sono paragonabili ai raggi X, e ad un terzo gruppo non esposto ad alcuna radiazione. I risultati rivelano che le cellule intestinali nel gruppo degli ioni pesanti non assorbivano adeguatamente i nutrienti e tendevano a formare polipi cancerosi. L’esposizione alle radiazioni di ferro, inoltre, ha indotto danni al Dna. Anche se è stata erogata una dose molto bassa, per una durata equivalente ad un periodo di mesi nello spazio profondo, gli effetti delle radiazioni ioniche pesanti sembrano essere permanenti. “Abbiamo documentato gli effetti delle radiazioni dello spazio profondo su alcuni organi vitali, ma crediamo che simili reazioni possano verificarsi in molti organi”, afferma Datta. “È importante comprendere in anticipo questi effetti in modo da poter fare tutto il possibile per proteggere i nostri futuri viaggiatori spaziali”.

EDITORIALE

di Francesco Rea

Il giornale on line dell’ASI si mette in modalità estiva. Non cambia nulla, se non il video del giorno che riproporremo con i video più significativi fin qui pubblicati. Non mancheranno i video, a partire dalla web series di Beyond, ma rallenteremo il ritmo

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