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Una ‘vedova nera’ in primo piano

Una ‘vedova nera’ in primo piano

INTERAZIONI STELLARI/Grazie al radiotelescopio di Arecibo osservata, in un sistema binario, una pulsar con un dettaglio e una risoluzione inediti. Lo studio in pubblicazione su Nature

Valeria Guarnieri23 maggio 2018

Si trova ad una distanza di 6500 anni luce dalla Terra nella costellazione della Freccia, è stata scoperta nel 1988 e fa coppia con una nana bruna: è questo l’identikit di una particolare pulsar, classificata con il complesso nome in codice PSR B1957+20 e definita ‘vedova nera’ per il trattamento ostile che riserva alla sua compagna. La pulsar è stata al centro di una campagna di studio, effettuata con il radiotelescopio di Arecibo in Porto Rico, che ha consentito agli astronomi di poterla osservare, unitamente alle regioni circostanti, con un dettaglio ed una risoluzione senza precedenti. La ricerca è stata condotta da un gruppo di lavoro coordinato dal Dunlap Institute for Astronomy & Astrophysics dell’Università di Toronto ed è stata illustrata nell’articolo “Extreme plasma lensing of the Black Widow pulsar”, in pubblicazione su Nature il 24 maggio.

Il team della ricerca ha dapprima inquadrato due regioni caratterizzate da un’intensa radiazione e distanti tra loro circa 20 chilometri, una rara osservazione resa possibile dalla posizione e dalle caratteristiche del vicino sistema binariocostituito dalla nana bruna e dalla pulsar PSR B1957+20. La nana ha un diametro pari ad un terzo di quello del Sole, è fredda e presenta una coda gassosa simile a quella di una cometa, mentre la pulsar è ritenuta una delle più massicce tra quelle conosciute e ruota con estrema rapidità, oltre 600 volte al secondo. Le osservazioni sono state anche facilitate dal fatto che il gas, di fronte alla pulsar, si comporta come una lente di ingrandimento naturale. Quando PSR B1957+20 esegue il suo vorticoso movimento rotatorio effonde fasci di radiazione dai due hotspot sulla sua superficie e queste emissioni, secondo gli studiosi, sono connesse alle due regioni di radiazione.

La nana bruna si trova a circa due milioni di chilometri da PSR B1957+20, percorre la sua orbita in 9 ore ed è saldamente connessa alla pulsar, tanto che rivolge sempre lo stesso lato alla sua irrequieta compagna; proprio a causa di questa attrazione, la nana subisce le emissioni della pulsar che ne fanno innalzare la temperatura sino a circa 6000 °C.  Il bombardamento continuo potrebbe portare all’erosione della riserva di gas della nana bruna e quindi alla sua fine; per questo motivo le pulsar che nei sistemi binari si comportano come PSR B1957+20 sono definite ‘vedove nere’. Gli autori della ricerca ritengono che i risultati delle osservazioni possano fornire anche utili indizi sull’enigmatico fenomeno dei lampi radio veloci (Frb – Fast Radio Bursts) e schiudere nuove prospettive di studio sulla massa delle stelle di neutroni.

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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