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La sonda giapponese sull’asteroide Ryugu

La sonda giapponese sull’asteroide Ryugu

HAYABUSA FA META/Dopo 4 anni di viaggio la sonda della JAXA ha raggiunto il suo obiettivo, l’asteroide Ryugu e fatto scendere i due rover Minerva

Redazione24 settembre 2018

Sono arrivate a Terra le prime foto catturate dalla superficie dell’asteroide Ryugu: sono state scattate dai due piccoli robot giapponesi della missione Hayabusa 2, mentre atterravano sull’asteroide.

I due robot Minerva (MIcro Nano Experimental Robot Vehicle per Asteroid) della missione dell’Agenzia Spaziale Giapponese (Jaxa) hanno toccato l’asteroide Ryugu dopo essere stati liberati dalla sonda Hayabusa 2, mentre era alla distanza di 55 metri dalla meta.

Dalla forma di un piccolo disco e grandi quanto un piatto per il pranzo, i due robot pesano 1,1 chilogrammi e trasportano fotocamere, termometri e altri sensori per analizzare la superficie di Ryugu.

Sono stati progettati per spostarsi sull’asteroide grazie a un meccanismo che li fa rimbalzare.

Nessuna missione precedente aveva inviato immagini dalla superficie di un asteroide e nel 2005 lo stesso Giappone aveva già tentato l’impresa, ma fallendo. La sonda Hayabusa aveva liberato un robot progettato per toccare l’asteroide Itokawa, ma il veicolo aveva mancato l’obiettivo. «Non riesco a trovare le parole per esprimere la mia felicità per essere riusciti a posarci e muoverci sulla superficie di un asteroide», ha rilevato Yuichi Tsuda, responsabile di progetto della missione.

Lanciata nel 2014, la sonda Hayabusa 2 ha portato con sè tre rover Minerva, il terzo scenderà su Ryugu l’anno prossimo, mentre il 3 ottobre 2018 è prevista la discesa sull’asteroide di un altro veicolo, il robot Mascot (Mobile Asteroid Surface Scout), sviluppato dalle agenzie spaziali tedesca e francese, destinato a studiare ambiente e composizione dell’asteroide.

Alla fine sarà la stessa sonda Hayabusa a scendere sulla superficie dell’asteroide per raccoglierne dei campioni, dopo aver fatto esplodere una carica per aprire un piccolo cratere, così da avere materiale non esposto alle radiazioni solari.

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