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Nubi di Magellano: non c’è due senza tre?

Nubi di Magellano: non c’è due senza tre?

EVOLUZIONE GALATTICA/Un nuovo studio, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, ipotizza la presenza di una compagna per le due galassie vicine alla Via Lattea

Valeria Guarnieri 19 settembre 2018

Sono prossime alla nostra galassia e sono ritenute dagli astronomi una risorsa preziosa per studiare le interazioni tra galassie e la conseguente influenza sulla loro evoluzione chimica e sulla formazione stellare: si tratta delle due Nubi di Magellano, protagoniste di un recente studio condotto dai ricercatori dell’Icrar (International Centre for Radio Astronomy Research), istituzione di ricerca australiana fondata nel 2009. Gli scienziati dell’Icrar hanno ipotizzato la presenza di un altro soggetto che farebbe diventare le due Nubi un trio: lo affermano nell’articolo ‘‘Formation of a counter-rotating stellar population in the Large Magellanic Cloud: a Magellanic triplet system?”, pubblicato di recente su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

Il terzo ‘incomodo’ sarebbe una galassia luminosa, verosimilmente incorporata dalla Grande Nube di Magellano (Lmc) in un arco di tempo compreso tra tre e cinque miliardi di anni fa. Il team della ricerca ha usato come punto di partenza la rotazione delle stelle nella Lmc; la maggior parte di esse si muove in senso orario intorno al centro della galassia, mentre alcune viaggiano nel senso opposto. Per spiegare questa peculiarità, studi precedenti hanno ipotizzato che il secondo gruppo provenisse dalla Piccola Nube di Magellano (Smc), mentre gli autori del paper pensano che possano essere originarie di un’antica galassia successivamente inglobata.

Effettuando delle simulazioni informatiche, gli scienziati hanno constatato che, dopo una fusione tra galassie, si può verificare la presenza di stelle che seguono una contro-rotazione e che i dati sono effettivamente coerenti con le osservazioni sul campo. Questa ipotesi, inoltre, potrebbe contribuire a chiarire una questione che ha fatto scervellare gli studiosi per anni, ovvero l’età delle stelle della Lmc. È stato notato, infatti, che gli astri di questa nube non conoscono vie di mezzo: o sono molto vecchi o molto giovani. Il secondo gruppo è indicativo della presenza di nursery stellari, un fenomeno connesso ai processi di fusione tra galassie. Inoltre, l’eventuale merging tra la Lmc e l’antica galassia potrebbe spiegare anche perché il disco della nube sia piuttosto spesso.

 

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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