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Tess immortala il cielo del sud

Tess immortala il cielo del sud

STELLE E SISTEMI/Il cacciatore di esopianeti della Nasa ha realizzato un’immagine di una porzione di cielo che racchiude una moltitudine di stelle e altri oggetti

Fulvia Croci 18 settembre 2018

Tess – il cacciatore di esopianeti della Nasa –  ha realizzato un’immagine del cielo del sud ripresa con tutte e quattro le telecamere a campo largo di cui è fornita. Questa suggestiva foto, racchiude una moltitudine di stelle e altri oggetti, compresi alcuni sistemi che hanno al loro interno pianeti extrasolari. «Tess sta gettando la sua rete in un mare di stelle traboccanti di nuovi mondi – ha commentato Paul Hertz della Nasa – questa prima immagine mostra tutto il potenziale delle camere a bordo della sonda». Le immagini includono una dozzina di costellazioni dal Capricorno a quella del Pittore, fino ad arrivare alla Piccola e alla Grande Nube di Magellano mentre le linee nere nella foto, rappresentano gli spazi vuoti tra i rilevatori delle camere. Il piccolo punto luminoso sopra la Piccola Nube di Magellano è un ammasso globulare – un ammasso composto di centinaia di migliaia di stelle – chiamato Ngc 104, noto anche come 47 Tucanae per via della sua posizione nella costellazione meridionale del Tucano.

Due stelle, Beta Gruis e R Doradus, sono così luminose da saturare un’intera colonna di pixel sui rilevatori della seconda e quarta telecamera di Tess, creando lunghe scie di luce. Le telecamere, progettate e costruite dal Lincoln Laboratory del Mit a Lexington, nel Massachusetts, e dal Mit Kavli Institute, scrutano il cielo alla ricerca dei transiti dei pianeti uno dei metodi principali per  l’individuazione di mondi extrasolari. Tess monitorerà 26 sezioni di cielo per 27 giorni ciascuno, in un lasso temporale di due anni coprendo l’85 percento della volta celeste.

Nel corso del primo anni i settori da analizzare nell’emisfero boreale saranno 13. Il satellite trasmetterà immagini a Terra ogni 13,7 giorni, quando si troverà a passare nelle vicinanze del nostro pianeta. Il Deep Space Network della Nasa, riceverà i dati e li passerà al Payload Operation Center del Mit per le prime analisi. Tess è considerato l’erede del telescopio spaziale Kepler che utilizza allo stesso modo il metodo dei transiti per l’individuazione di esopianeti. L’estrema luminosità delle stelle bersaglio di Tess le rende candidate ideali per lo studio dell’interazione tra materia e luce.

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