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Lanciato ICESat-2, il nuovo occhio sui ghiacci del pianeta

Lanciato ICESat-2, il nuovo occhio sui ghiacci del pianeta

È partito con successo sabato 15 settembre alle 15:02 italiane ICESat-2, il nuovo pilastro del programma di osservazione della Terra targato Nasa. Analizzare la copertura glaciale delle aree polari della Terra con un dettaglio senza precedenti: ecco il compito principale del satellite che raccoglierà l’eredità di ICESat, in orbita dal 2003 al 2009. Ma rispetto al suo predecessore, ICESat-2 è dotato di una strumentazione all’avanguardia, che gli permetterà di misurare lo spessore degli strati ghiacciati dei poli terrestri e della Groenlandia – un dato fondamentale per valutare lo stato di salute della copertura glaciale e l’andamento della sua estensione nel corso delle stagioni in relazione al clima terrestre.

Lanciato dalla Vandenberg Air Force Base in California a bordo di un razzo Delta II, il satellite ha inviato come previsto il primo segnale alle basi di terra a Svalbard, in Norvegia, circa 75 minuti dopo la partenza. “Con questa missione – ha commentato Thomas Zurbuchen, amministratore associato della direzione delle missioni scientifiche della Nasa – continuiamo l’esplorazione umana delle remote zone polari del nostro pianeta, per avanzare le nostre conoscenza sull’evoluzione dei ghiacci e sulla loro importanza per le generazioni attuali e future.”

ICESat-2, che sarà attivo per almeno tre anni e sarà gestito dal Goddard Space Flight Center della Nasa, baserà la sua attività di ricerca su un singolo, sofisticato strumento, l’Advanced Topographic Laser Altimeter System (Atlas). Si tratta di un laser il cui fascio luminoso è suddiviso in sei raggi per poter meglio rilevare i dislivelli della superficie da studiare, in modo da tenere sotto controllo, oltre all’altezza delle coltri glaciali, anche il manto nevoso, gli specchi d’acqua e la copertura vegetale. Ecco che questo nuovo occhio sui ghiacci del pianeta potrà essere un importante aiuto per tamponare l’emergenza Antartide, che negli ultimi anni ha visto un preoccupante aumento dello scioglimento dei ghiacci e di conseguenza un innalzamento del livello del mare al polo sud.

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