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Sally Ride e Peggy Whitson: la prima nello spazio, la prima al comando

Sally Ride e Peggy Whitson: la prima nello spazio, la prima al comando

ASTRONAUTE USA/L’astronauta Peggy Whitson va in pensione dopo essere stata la prima donna al comando della Iss e aver trascorso 665 giorni in orbita. Nello stesso giorno, 35 anni fa, partiva Sally Ride, prima donna americana nello spazio

Giulia Bonelli 19 giugno 2018

Giornata importante ieri per lo spazio al femminile. Nella stessa data, 18 giugno, cade infatti il 35esimo anniversario della prima donna americana nello spazio, Sally Ride, e il saluto alla Nasa dell’astronauta Peggy Whitson, da ieri ufficialmente in pensione. Due donne che hanno fatto la storia dell’esplorazione spaziale statunitense, diventando al tempo stesso icone mondiali grazie a due importanti record.

Il primo è quello di Sally Ride, che il 18 giugno 1983 diventa la prima astronauta della Nasa ad andare nello spazio, come membro dell’equipaggio Challenger a bordo della missione Sts-7. L’hanno preceduta solo due cosmonaute sovietiche, Valentina Vladimirovna Tereshkova, prima donna in assoluto in orbita nel 1963, e Svetlana Savitskaya nel 1982. Da questo punto di vista, la missione della Ride è figlia diretta della corsa allo spazio negli anni della guerra fredda. Mandare la prima donna nello spazio era infatti una medaglia ambita da entrambi i blocchi contrapposti Usa-Urss, che di tappa in tappa si contendevano il timone dell’esplorazione spaziale. L’Unione Sovietica aveva già stupito il mondo intero nel 1957 con il lancio del primo satellite, Sputnik 1, precedendo di un soffio gli Stati Uniti. Ancora, aveva guadagnato il record del primo uomo nello spazio, Jurij Gagarin, partito nel 1961 a bordo della capsula spaziale Vostok 1. Ecco che in questo contesto mandare la prima donna nello spazio era per l’Urss una mossa prima di tutto politica: l’emancipazione femminile rientrava tra i punti cardine della propaganda sovietica, e l’ammissione delle donne nell’esercito (che regolava anche il programma spaziale) è stato probabilmente il ponte che ha permesso a una donna di andare nello spazio con tanto anticipo rispetto al resto del mondo.

Non potendo sopportare la triplice vittoria sovietica – primo satellite, primo uomo e prima donna nello spazio –  gli Usa si concentrano sulla spedizione del primo uomo sulla Luna, traguardo raggiunto nel 1969. Ma eguagliare l’Unione Sovietica rispetto alla presenza femminile in orbita resta tra gli obiettivi, seppure non primari. E dopo la partenza della seconda cosmonauta nell’82, la Nasa decide di affrettarsi: esattamente un anno dopo parte così la missione di Sally Ride. Missione considerata la più complessa del programma Shuttle fino a quel momento: rimasto nello spazio 6 giorni, l’equipaggio lancia i satelliti Anik C3 e Palapa B2 e il primo Spas-01 (Shuttle Pallet Satellite). Sally è responsabile di pilotare il braccio robotico dello Shuttle per rilasciare proprio lo Spas-01, e recuperarlo due giorni dopo: questo segna anche il record di primo satellite riportato a Terra dallo Shuttle. Nel suo ruolo di pioniera dell’esplorazione spaziale statunitense femminile, Sally Ride ha fatto da apripista a molte altre donne che nella Nasa ne hanno seguito l’esempio.

E qui arriviamo a Peggy Whitson, che 19 anni dopo il volo della Ride (e dopo altre astronaute che l’hanno seguita, come Judith Resnik, Kathryn Sullivan e Anna Lee Fisher, solo per citarne alcune) parte il 5 giugno 2002 alla volta della Stazione spaziale internazionale come membro dell’Expedition 5. Qui prende parte a 21 esperimenti, e diventa anche il primo ufficiale scientifico della Nasa. Ma il record che la rende famosa arriva nel 2008, quando Peggy torna sulla Iss come comandante dell’Expedition 16: diventa così la prima donna al comando della stazione spaziale. Un primato raddoppiato durante la sua ultima missione di lunga durata, tra novembre 2016 e settembre 2017, che l’ha resa ad oggi l’unica donna ad aver comandato per due volte la stazione. L’ultimo soggiorno sulla Iss ha visto l’astronauta coprire le Expedition 50, 51 e 52, quest’ultima insieme all’italiano Paolo Nespoli, che con lei era stato a bordo della casa spaziale anche nel 2008.

Ma i record di Peggy Whitson non si fermano qui: nel giorno della sua pensione, il comandante è anche la donna ad aver fatto il maggior numero di passeggiate spaziali (10, per un totale di più di 60 ore), e ad aver stabilito il primato americano di maggior quantità di tempo trascorsa in orbita: 665 giorni tra le stelle.

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