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Tracce di un antico caos planetario

Tracce di un antico caos planetario

SISTEMA SOLARE VINTAGE/Due asteroidi, secondo uno studio pubblicato su Nature Astronomy, sono la testimonianza di un periodo turbolento verificatosi nel passato del Sistema Solare

Valeria Guarnieri 11 settembre 2018

Hanno nomi mitologici, sono larghi poco più di 100 chilometri e si orbitano l’un l’altro mentre girano intorno al Sole: sono Patroclo e Menezio, una coppia di asteroidi che fa parte del gruppo dei Troiani e sono ritenuti i testimoni di una fase piuttosto agitata dell’antico Sistema Solare. I due corpi celesti sono al centro di un recente studio, condotto da un team del South West Research Institute e pubblicato su Nature Astronomy; la ricerca è illustrata nell’articolo “Evidence for Very Early Migration of the Solar System Planets from the Patroclus-Menoetius Binary Jupiter Trojan”.

Patroclo e Menezio sono l’unico e ampio sistema binario noto nella ‘famiglia’ dei Troiani, il gruppo di asteroidi che sarà l’obiettivo della missione Lucy della Nasa, schedulata per il 2021. Questi antichi oggetti celesti sono stati catturati, probabilmente, durante un periodo di profonda instabilità nel Sistema Solare, quando si è verificata una sorta di schermaglia tra Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Lo sconvolgimento, secondo gli studiosi, ha spinto Urano e Nettuno verso una zona esterna, dove hanno incontrato una fitta popolazione di piccoli corpi considerati l’origine degli odierni oggetti della Fascia di Kuiper (Kbo). Molte entità ‘mignon’ di questa versione primordiale della Fascia sono stati poi sparpagliati verso l’interno, dove alcuni di essi sono rimasti intrappolati come asteroidi Troiani. La collocazione temporale di questa ‘riorganizzazione’ planetaria è una questione chiave nei modelli relativi all’evoluzione del Sistema Solare. Gli autori del paper, analizzando la coppia Patroclo-Menezio, ipotizzano che la fase turbolenta tra i giganti del nostro sistema planetario si sia verificata entro i primi 100 milioni di anni dalla sua formazione. Infatti, recenti modelli riguardanti la formazione di piccoli corpi celesti suggeriscono che ‘duetti’ come quello preso in considerazione siano reliquie dei tempi più remoti del Sistema Solare, quando un paio di oggetti di dimensioni ridotte poteva formarsi direttamente da nubi collassanti di piccole rocce.

Osservazioni condotte sulle condizioni odierne della Fascia di Kuiper mostrano che coppie come Patroclo e Menezio dovessero essere piuttosto frequenti nel passato, ma attualmente sono poche quelle che sopravvivono entro l’orbita di Nettuno e presentano ancora questioni da interpretare. Il gruppo di lavoro ha realizzato nuovi modelli concernenti l’evoluzione del Sistema Solare, dai quali si evince che i due Troiani sono indicativi di antiche condizioni di instabilità; questo tipo di modello presenta dei risvolti interessanti per quanto riguarda i pianeti terrestri, soprattutto in merito alle origini dei vasti crateri da impatto che segnano i volti della Luna, di Mercurio e di Marte. Gli oggetti che hanno dato luogo a queste cavità, molto probabilmente, non provenivano dalle regioni esterne del Sistema Solare e questo può implicare che a crearli siano stati piccoli oggetti avanzati dai processi di formazione planetaria. Lo studio, secondo gli autori, evidenzia l’importanza degli asteroidi Troiani come elemento chiave da approfondire per avere un quadro completo della storia del nostro sistema planetario.

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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