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Su un pallone a studiare il cosmo

Su un pallone a studiare il cosmo

ESPERIMENTO OLIMPO/E’ stato lanciato con successo dalle isole Svallbard in Novergia, l’esperimento Olimpo dedicato all’osservazione della galassie primordiali e della parte di materia oscura che le compone

Redazione 14 luglio 2018

È stato lanciato stamattina alle 8 dalla pista dell’aeroporto di Longyearbyen alle Isole Svalbard l’esperimento Olimpo, dedicato a innovative osservazioni cosmologiche che forniranno informazioni principalmente sugli ammassi di galassie e le galassie primordiali, e sul loro contenuto di materia oscura.

Si tratta di un telescopio con lo specchio primario di più di due metri e mezzo di diametro, equipaggiato con rivelatori per microonde molto sensibili. Raffreddati a 0.3K in un criostato, tali rivelatori permettono di misurare le minime distorsioni che la radiazione cosmica di fondo subisce quando attraversa un ammasso di galassie (effetto Sunyaev-Zel’dovich).

Tra il telescopio e i rivelatori è posto un interferometro differenziale che permette di scomporre la radiazione e analizzarla più nel dettaglio, fornendo le chiavi per nuove scoperte nel settore.

Lo strumento è posizionato su una navicella con tutti gli accessori necessari (elettronica di lettura, pannelli solari, batterie, sistema di telemetria e telecomandi, sistema di puntamento e di controllo d’assetto) e ha un peso complessivo di poco meno di 2000 kg; per sollevarlo è stato necessario gonfiare di elio un pallone da ottocentomila metri cubi di volume (che in quota raggiunge le dimensioni di un campo di calcio!).

Per sfruttare a pieno le potenzialità dello strumento è necessario infatti che le osservazioni vengano effettuate ad una quota di circa 40 chilometri (dove il disturbo dell’atmosfera residua è minimo) per almeno dodici giorni.

Questo spiega la scelta del luogo di lancio: alla latitudine delle Isole Svalbard, in questo periodo dell’anno, è presente una circolazione ad alta quota che consentirà al pallone e al suo carico di circumnavigare il Polo Nord e tornare al punto di partenza e forse proseguire ancora una volta verso la Groenlandia. Qui si spera di farlo atterrare e recuperare senza grossi danni lo strumento e i suoi accessori per un nuovo volo, stavolta attorno al Polo Sud.

Olimpo è un programma dell’Agenzia Spaziale Italiana che da diversi anni è impegnata nel supporto alla realizzazione dell’esperimento e nell’organizzazione del suo volo. Il lancio è stato affidato alla Swedish Space Corporation, un’azienda di grande esperienza nel settore, ma che si cimenta per la prima in un lancio di un payload così pesante e da una latitudine così alta.

Lo strumento è stato ideato e realizzato dal gruppo di Cosmologia Sperimentale del Dipartimento di Fisica di “Sapienza” Università di Roma, sotto la responsabilità della professoressa Silvia Masi. Contributi importanti sono stati forniti dall’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche per gli innovativi mosaici di rivelatori KIDS, dall’Istituto di Fisica Applicata ‘Nello Carrara’ sempre del CNR per il sistema di controllo d’assetto, dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per i sensori solari e dall’Università di Cardiff per i filtri.

Importante anche il contributo della ditta LEN di Chiavari che ha realizzato il sistema di telemetria per l’invio dei telecomandi allo strumento e per la raccolta dei dati scientifici.

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