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Esopianeti gemelli ‘diversi’

Esopianeti gemelli ‘diversi’

STELLE E FORMAZIONE PLANETARIA/Osservato un nuovo pianeta extrasolare che sembra il sosia di beta Pictoris b, ma ha avuto origini differenti. I risultati della ricerca in pubblicazione su The Astronomical Journal

Valeria Guarnieri 18 luglio 2018

Ha un nome che ricorda una password, mentre i suoi tratti salienti lo rendono pressoché identico a beta Pictoris b, un esopianeta scoperto nel 2009 tramite l’imaging diretto e dotato di una massa pari a 13 volte quella di Giove: stiamo parlando di 2Mass 0249 C, corpo celeste individuato di recente e caratterizzato da massa, luminosità e spettro uguali a quelli del più noto ‘collega’, ma differente per quanto riguarda le origini. Il nuovo esopianeta, scoperto con il telescopio Cfht, è al centro dello studio “The Hawaii Infrared Parallax Program. III. 2Mass J0249-0557 c: A Wide Planetary-mass Companion to a Low-Mass Binary in the β Pic Moving Group”, di prossima pubblicazione su The Astronomical Journal e disponibile in pre-print sulla piattaforma arxiv.org. La ricerca è stata condotta da un team internazionale, coordinato dagli astronomi del Gemini Observatory North alle Hawaii.

Secondo gli studiosi, beta Pictoris b e 2Mass 0249 C si sono formati nello stesso periodo e nella medesima culla stellare, ma poi si sono trovati ad orbitare intorno ad astri che, in seguito all’esaurimento del gas nella nursery, si sono allontanati nel corso della loro esistenza millenaria; in questo modo, i due corpi celesti, pur avendo delle somiglianze che li rendono ‘fratelli’, hanno avuto un percorso differente, connesso alla diversa tipologia di stella ospite. Infatti, beta Pictoris b orbita intorno ad un astro la cui luminosità è pari a dieci volte quella del Sole, mentre 2Mass 0249 C ha come riferimento un sistema binario di nane brune molto deboli. Anche la distanza tra i due pianeti e le relative stelle è differente: beta Pictoris b è abbastanza vicino alla sua ospite, circa 9 unità astronomiche, mentre 2Mass 0249 C si trova a 2000 unità astronomiche dalla coppia di nane brune.

Queste condizioni dissimili implicano quindi un iter diverso per i due ‘fratelli’ planetari. Nel caso di beta Pictoris b, gli studiosi ipotizzano il tipico processo di formazione dei giganti gassosi, ovvero un piccolo nucleo roccioso che cresce accumulando gas dal disco della sua stella di riferimento. Al contrario, 2Mass 0249 C non ha potuto sfruttare il gas del debole sistema binario ospite e quindi dovrebbe aver fatto incetta di gas direttamente dall’originaria nursery stellare. In definitiva, i due corpi celesti, pur essendo classificati come esopianeti, mostrano una realtà molto complessa e la coppia oggetto dello studio schiude nuove prospettive di ricerca su questa tipologia di corpi celesti e sui meccanismi all’origine dei giganti gassosi.

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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