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Rw Aur A, astro giovane e vorace

Rw Aur A, astro giovane e vorace

INTERAZIONE STELLE-PIANETI/L’osservatorio Chandra della Nasa ha notato, per la prima volta, la distruzione di pianeta ‘in fasce’ ad opera della stella ospite. Lo studio pubblicato su The Astronomical Journal

Valeria Guarnieri 19 luglio 2018

Si trova a circa 450 anni luce dalla Terra, nella Nube del Toro-Auriga, ed è tenuta sotto controllo sin dal 1937 per le variazioni della sua luminosità: l’oggetto delle attenzioni degli astronomi è Rw Aur A, una giovane stella protagonista di un singolare ‘pasto’ planetario che non è sfuggito all’osservatorio Chandra della Nasa. Rw Aur A avrebbe divorato un baby pianeta che le orbitava intorno, un evento ritenuto di grande interesse per comprendere quali fenomeni possano influire sulla sopravvivenza di questi corpi celesti ai loro albori. La ricerca sulla stella ‘buongustaia’ è stata condotta da un gruppo internazionale di astronomi, coordinati dal Mit – Kavli Institute for Astrophysics and Space Research, ed è stata illustrata nell’articolo “Optical Dimming of RW Aur Associated with an Iron-rich Corona and Exceptionally High Absorbing Column Density”, pubblicato ieri su The Astronomical Journal.

Da ottanta anni a questa parte, gli studiosi hanno notato che Rw Aur A è soggetta a periodici cali di luminosità, in un primo momento abbastanza brevi, poi più lunghi e frequenti. Basandosi sui dati di Chandra, il team della ricerca ha cercato di dare una risposta a questa intermittenza, specie quella più recente: a monte vi sarebbe la collisione tra due oggetti celesti neonati, di cui uno di dimensioni planetarie. I detriti derivanti da questo scontro si riverserebbero nella stella, generando la spessa coltre di polveri e gas all’origine del calo di luminosità. Precedenti simulazioni e modelli informatici avevano prospettato un quadro di questo genere, mai però osservato prima delle indagini effettuate con Chandra. La regione che ospita Rw Aur A è ricca di nursery con migliaia di stelle giovani, ancora circondate da dischi di gas, grumi di materiale e, presumibilmente, pianeti in fieri, come avviene appunto per la stella in questione.

Tra il 2013 e il 2017 Chandra è stato usato per osservare Rw Aur A sia nei periodi di luminosità più intensa che in quelli di maggiore debolezza, in cui è stato riscontrato anche un calo nei raggi X, connesso alla presenza di gas molto densi. Le osservazioni condotte nel 2017 (fase di calo) hanno evidenziato notevoli emissioni di atomi di ferro, aumentate addirittura di dieci volte rispetto al 2013 (fase di luminosità). Secondo gli studiosi, il ferro in eccesso, che si riverserebbe nella stella provocandone l’oscuramento, dovrebbe derivare dalla collisione di due baby pianeti. Il gruppo di lavoro continuerà a monitorare Rw Aur A, soprattutto per approfondire le interazioni tra baby pianeti e stelle ospiti e comprendere quali fattori consentano ai primi di sopravvivere o meno.

 

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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