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Un ‘caleidoscopio’ galattico per Hubble

Un ‘caleidoscopio’ galattico per Hubble

Ha nome piuttosto astruso (Psz1 G31 65-18.48), si trova a circa 11 miliardi di anni luce dalla Terra e, posando per l’ultimo ritratto artistico di Hubble, si è fatta addirittura in 12: si tratta di una galassia distante, ribattezzata con il più accessibile soprannome di Sunburst Arc, che il telescopio Nasa-Esa ha potuto osservare grazie all’effetto ‘lente gravitazionale’. La scoperta è stata effettuata da un gruppo internazionale di astronomi, coordinato dall’Istituto di Astrofisica Teoretica dell’Università di Oslo; i risultati sono stati illustrati su Science (articolo: “Gravitational lensing reveals ionizing ultraviolet photons escaping from a distant galaxy”).

La lente di ingrandimento spaziale che, trovandosi in primo piano, ha permesso ad Hubble di condurre la particolare osservazione è un cluster massiccio di galassie, situato ad una distanza dalla Terra pari a circa 4,6 miliardi di anni luce. In questo caso il fenomeno ottico ha prodotto almeno 12 immagini della galassia distante e il ritratto che ne deriva sembra appunto ricordare le strutture colorate e simmetriche prodotte da un caleidoscopio. Le 12 immagini sono distribuite lungo quattro archi: tre sono visibili in alto a destra, mentre il quarto è situato in basso a sinistra ed è parzialmente oscurato dalla lucentezza di una stella della Via Lattea che appare in primo piano.

Hubble sfrutta la lente gravitazionale per studiare oggetti estremamente piccoli e deboli, che sarebbero sfuggiti anche alla sensibilità dei suoi strumenti. Sunburst Arc non costituisce un’eccezione, sebbene sia una delle galassie più scintillanti tra quelle osservate tramite questo effetto ottico. Le 12 repliche della galassia, grazie alla lente, appaiono infatti da 10 a 30 volte più luminose rispetto alla reale brillantezza di Sunburst Arc.

L’ingrandimento consente ad Hubble di inquadrare anche strutture che misurano solo 520 anni luce e sarebbero troppo piccole da osservare senza l’ausilio della lente; tali strutture ricordano le regioni di formazione stellare presenti nelle galassie vicine dell’Universo locale. Le osservazioni condotte dal telescopio, che hanno permesso agli astronomi di analizzare questa remota entità e il suo ambiente, mostrano che Sunburst Arc è simile alle galassie esistenti in una fase primordiale della storia del cosmo e risalenti forse a circa 150 milioni di anni dopo il Big Bang.

Circa l'autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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