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Hubble punta l’occhio di Ngc 3918

Hubble punta l’occhio di Ngc 3918

Il telescopio Nasa-Esa ha immortalato una nebulosa planetaria dalla singolare forma

Valeria Guarnieri 27 agosto 2018

Un ‘occhio cosmico’ incrocia lo sguardo elettronico di Hubble: per l’ennesimo ritratto della sua galleria fotografica, l’instancabile esploratore spaziale ha puntato la sua Wide Field and Planetary Camera 2 su Ngc 3918, una nebulosa planetaria caratterizzata da colori brillanti e da un aspetto originale che si trova nella costellazione del Centauro, a circa 4900 anni luce di distanza dalla Terra. L’immagine è stata creata combinando scatti realizzati sia nel visibile, sia nel vicino infrarosso.

Ngc 3918, la cui forma ricorda quella di un occhio, è stata scoperta nel marzo 1834 dall’astronomo britannico John Herschel ed è stata soprannominata ‘Blue Planetary’ per la sua colorazione. La nebulosa presenta anche altre particolarità ed è stata tenuta sotto controllo dagli studiosi per l’andamento dei suoi ‘gusci’ di gas. Il cuore di Ngc 3918 nasconde i resti di una stella gigante rossa, che appaiono sovrastati dall’ampia struttura della nebulosa; questo genere di astro, durante la convulsa fase finale della sua evoluzione, emette dalla sua superficie copiosi quantitativi di gas prima di raggiungere lo stadio di nana bianca, lasciando emergere il suo ‘bozzolo’. L’intensa radiazione ultravioletta, proveniente dalle tenui spoglie dell’antica stella, influisce sul gas sparso nei dintorni, conferendogli una vivace luminosità.

Ngc 3918, inoltre, presenta una peculiarità che ha posto degli interrogativi ai ricercatori: due gusci di gas, uno luminoso interno e uno più diffuso esterno, che si irraggia lontano dalla nebulosa. Questa caratteristica, in un primo momento, aveva fatto pensare a due eruzioni di gas distinte, ma studi più approfonditi hanno indotto gli astronomi ad ipotizzare che i gusci si siano formati nello stesso periodo, ma che il loro materiale sia stato emesso dalla stella a velocità differenti. I potenti getti di gas che emergono dai confini esterni della nebulosa sono ‘sparati’ dalla stella ad una velocità che raggiunge anche 350mila chilometri orari. Le nebulose planetarie come Ngc 3918 hanno spesso un aspetto scenografico, ma la durata della loro esistenza – in termini astronomici – è molto breve: solo poche decine di migliaia di anni.

 

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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