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Rosetta, caduta massi su 67P

Rosetta, caduta massi su 67P

L’eredità di Rosetta è lungi dall’essersi esaurita. L’Agenza spaziale europea ha pubblicato un nuovo scatto realizzato dalla camera a bordo che immortala una serie di crolli che hanno interessato alcune formazioni rocciose sulla cometa 67P Churyumov-Gerasimenko. Le immagini sono state collezionate dalla camera ad alta risoluzione Osiris, che ha osservato la superficie della cometa tra agosto 2014 e settembre 2016. I detriti, sono  stati  fotografati proprio nell’attimo in cui stavano per essere espulsi dalla superficie della cometa dopo aver effettuato diversi rimbalzi.

Il frammento di roccia più grande misura all’incirca 10 metri di larghezza e durante la caduta ha lasciato diverse impronte nel materiale superficiale. Sappiamo che il materiale presente sulla cometa è molto leggero se comparato al ghiaccio e alle rocce terrestri: nello specifico i massi di 67P sono circa cento volte più deboli della neve fresca che cade sulla Terra.

Un secondo dettaglio individuato grazie alla immagini riguarda il crollo di un’ampia parete rocciosa di quasi 2000 metri quadrati che è crollata nel settembre 2015. Il cedimento della parete sarebbe stato causato dall’avvicinamento della cometa al suo perielio, il punto più vicino al Sole, che ha causato una progressiva erosione del materiale. Lo studio dei cambiamenti morfologici delle comete offre un’opportunità unica di osservare la struttura interna contribuendo alla costruzione di un vero e proprio percorso evolutivo.  «I set di dati raccolti da Rosetta continuano a sorprendere la comunità scientifica – commenta Matt Taylor, project scientist della missione – e le informazioni che abbiamo a disposizione sono così numerose da tenere impegnate le prossime generazioni di studenti».

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