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Vino spaziale

Mancano ormai due giorni al lancio dell’astronauta Luca Parmitano, che partirà alla volta della Iss sabato 20 luglio, esattamente 50 anni dopo il primo sbarco dell’uomo sulla Luna. Mentre fervono gli ultimi preparativi, AstroLuca è pronto al suo secondo soggiorno tra le stelle.

Oltre a svolgere quotidianamente esperimenti scientifici, vivere nella casa spaziale significa anche osservare molte regole quotidiane. Ad esempio, niente alcol: consumare alcolici durante una missione è infatti vietato per motivi di sicurezza da ogni agenzia spaziale che invia esseri umani in orbita bassa.

Eppure le cose potrebbero cambiare nelle missioni di lunga durata verso lo spazio profondo, in vista del futuro sbarco su Marte. Con la tecnologia attuale, raggiungere il pianeta rosso richiede circa 9 mesi di viaggio. Durante missioni così lunghe, un bicchiere di vino ogni tanto potrebbe aiutare: è quanto sostiene un team di ricerca di Harvard, che ha realizzato un nuovo studio sui possibili effetti dell’alcol in assenza di gravità.

I risultati mostrano che il reservatrolo contenuto nel vino rosso potrebbe essere benefico per preservare la massa muscolare, che nello spazio tende a indebolirsi. E dal momento che gli astronauti in missione su Marte non avranno a disposizione i macchinari per il fitness presenti sulla Iss, serviranno strategie alimentari più specifiche per combattere l’indebolimento di ossa e muscoli. Dosi moderate di vino rosso potrebbero quindi essere parte della nuova dieta spaziale, rendendo così i futuri viaggi marziani anche più piacevoli.

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