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La Cina rallenta la corsa allo spazio

La Cina rallenta la corsa allo spazio

Il programma spaziale cinese –  che comprende l’invio di un’altra sonda sulla Luna, un rover e un lander diretti su Marte e la costruzione di una stazione spaziale permanente in orbita bassa – potrebbe subire dei rallentamenti a causa di un problema al suo sistema di lancio. Lunga Marcia 5, il razzo più potente della Cina, avrebbe dovuto essere pronto per un lancio a luglio e successivamente a fine anno avrebbe dovuto mettere in orbita   la missione Chang’e-5, diretta sulla Luna. Successivamente, sarebbe stato utilizzato anche per inviare la prima missione cinese indipendente su Marte, nell’estate del 2020 e infine avrebbe dovuto portare in orbita bassa le parti della stazione spaziale permanente.

Nonostante la fitta agenda, il razzo non è ancora pronto e il momentaneo stand-by potrebbe avere conseguenze sulle missioni dei prossimi anni. Nel frattempo, la Cina sta sviluppando una variante del lanciatore, il Lunga Marcia 5b, dedicato alla messa in orbita della stazione spaziale permanente. Il razzo,che dovrebbe compeire il suo volo inaugurale essere entro la metà del prossimo anno, utilizzerà gli stessi motori e lo stadio centrale del Lunga Marcia: di conseguenza il primo volo dipende dalle performance del gemello.

Lo scorso 12 giugno, un annuncio congiunto dell’ente spaziale cinese e dell’Unoosa, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di spazio, ha rivelato che sono stati selezionati 9 esperimenti internazionali da portare a bordo della nuova stazione. Il comunicato, sottolineava anche che l’obiettivo della Cina era portare in orbita i moduli della stazione entro il 2022. Gli esperimenti coprono diversi settori dalle scienze della vita alla biotecnologia, dalla la fisica all’astronomia gravitazionale e tra i progetti vincitori, c’è anche l’Italia. La stazione, avrà una vita operativa di 10 anni e sarà in grado di ospitare tre taikonauti che condurranno le ricerche in microgravità.

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