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La Cina verso la Luna e oltre

Primo lancio dal mare per la Cina. Protagonista, un vettore Lunga Marcia 11 al suo settimo lancio dal 2015, che si è sollevato da una piattaforma nel Mar Giallo lo scorso 5 giugno. Il vettore, ha posizionato in orbita a 600 chilometri di altezza, 7 satelliti per l’osservazione della terra costruiti da diverse accademie e aziende cinesi.  La missione è stata la prima dall’inaugurazione del servizio di lancio Sea Launch, avvenuta nel 2014. I lanci da piattaforme marine hanno un duplice vantaggio: evitano che le parti dei razzi possano ricadere a terra in aree popolate e forniscono alla Cina la possibilità di dotarsi di mobilità nei lanci per posizionare carichi in diverse orbite senza essere vincolata ad una determinata zona.

Il lancio, è il decimo per la Cina dall’inizio dell’anno e testimonia la volontà del paese di diventare un attore sempre più di spicco nel panorama spaziale mondiale. L’orbita bassa è uno degli obiettivi che la Cina conta di perseguire, servendosi dell’esperienza accumulata con Tiangong 1 e 2, mettendo in orbita una stazione spaziale permanente entro il 2022 con una vita operativa prevista di 10 anni e in grado di ospitare tre taikonauti che condurranno esperimenti in microgravità.

Non solo, dopo aver conquistato il lato nascosto della Luna con la missione Chang’e-4 la Cina, è pronta con una nuova fase di conquista del nostro satellite che prevede prima una missione di sample return, una di studio della composizione fisica del satellite e infine una che metterà alla prova le tecnologie necessarie alla costruzione di una base scientifica lunare. Ma la Cina non si ferma qui, e ha in programma di visitare un asteroide e una cometa nell’ambito di una missione robotica in programma fra 3 anni per studiarne la struttura, l’orbita e la composizione.

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