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#DeepSpace: Dal satellite al lanciatore, il made in Italy di nome Prisma

Prisma è  in orbita ed è pronto ad iniziare la sua missione. Nella  notte  tra il 21 e il 22 marzo, quando in Italia erano le 2.50 il satellite dell’Agenzia Spaziale Italiana si è staccato dalla base europea di Kourou in Guyana Francese, a bordo del lanciatore Vega. Prisma ora, affronterà te mesi di verifiche che lo porteranno alla piena operatività a metà giugno e subito dopo sarà pronto per osservare la Terra utilizzando la tecnologia iper spettrale.

Prisma, acronimo di Precursore IperSpettrale della Missione Applicativa, è la prima missione iper spettrale in Europa e una volta operativo darà un contributo fondamentale al monitoraggio dell’inquinamento e dei cambiamenti ambientali e supporrà la gestione delle risorse naturali e delle emergenze. La sua tecnologia  inoltre permette di vedere non solo la forma degli oggetti, ma anche quali elementi chimici sono contenuti all’interno di essi. La suite di strumenti a bordo, è infatti capace di analizzare queste caratteristiche dalla sua orbita a 615 chilometri di altezza, garantendo un monitoraggio all’avanguardia.

Prisma, fa parte delle fila del segmento spaziale di osservazione della terra dell’Asi, finora basato sui radar ad apertura sintetica della costellazione Cosmo Sky-Med. Il satellite rappresenta la capacità di fare squadra del nostro Paese che ha messo insieme le sue eccellenze scientifiche ed industriali. Nello specifico Ohb Italia è responsabile della missione e gestisce i segmenti di terra, volo e lancio. Leonardo ha realizzato la strumentazione elettro-ottica e iperspettrale ed altri sensori. Avio con Vega, ha messo a punto il lancio mentre  il centro di controllo della missione e l’acquisizione e l’elaborazione dei dati sono affidati rispettivamente  al Centro del Fucino di Telespazio e al Centro Spaziale di Matera dell’Asi.

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