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‘Fratelli’ stellari nel mirino di Vlt

‘Fratelli’ stellari nel mirino di Vlt

Sono giovani, hanno una stazza considerevole e tengono ben stretti i loro ‘fratellini’: è questo l’identikit di due stelle massicce, che formano altrettanti sistemi binari insieme a compagne situate a distanza ravvicinata. Le due coppie sono state classificate con i codici alfanumerici Pds 27 e Pds 37; in particolare, i due astri di Pds 27 detengono il record di prossimità in una configurazione di questo genere perché sono divisi da soli 4,5 miliardi di chilometri. La scoperta di questi due sistemi, realizzata grazie ai telescopi Vlt dell’Eso, è al centro di uno studio internazionale coordinato dall’Università di Leeds; il saggio è stato appena pubblicato su Astronomy & Astrophysics (articolo: “Resolving the Myso binaries Pds 27 and Pds 37 with Vlti/Pionier”).

La struttura binaria è piuttosto frequente nei processi di formazione stellare e l’evoluzione degli astri in queste configurazioni risulta condizionata dalle interazioni che si verificano tra i due soggetti. I sistemi binari con stelle massicce presentano ancora molti punti interrogativi, sia per la scarsità di quelli strutturati soprattutto come Pds 27, sia perché gli astri extra large in genere arrivano al ‘capolinea’ come supernove e hanno una vita relativamente breve. Per ‘stanare’ Pds 27 e Pds 37, il team della ricerca ha condotto una campagna di osservazioni con i telescopi Vlt in modalità interferometro (Vlti); in particolare ha utilizzato lo strumento Pionier (Precision Integrated-Optics Near-infrared Imaging ExpeRiment), dotato di un’elevatissima risoluzione spaziale che si è rivelata fondamentale nell’osservare oggetti celesti vicini tra loro, ma posti a grande distanza dalla Terra.

Gli studiosi, quindi, hanno avuto un’ulteriore conferma del fatto che le stelle massicce non nascono quasi mai da sole, ma hanno la compagnia di almeno un ‘fratello’ anche se i meccanismi di questi abbinamenti non sono ancora del tutto chiari. Astri di questo genere sono particolarmente tenuti sotto controllo, sia perché la loro evoluzione è influenzata dal fatto di essere parte di un sistema binario, sia perché fanno sentire la loro azione nell’ambiente spaziale circostante: ad esempio, i venti stellari e le esplosioni come supernove che da essi derivano possono incidere sulla formazione di altre stelle e galassie. Pds 27 e Pds 37, quindi, per le loro rare caratteristiche rappresentano per gli astronomi una vera e propria ‘palestra’ per testare le teorie di formazione di tali sistemi.

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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