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Gli ultimi scatti di Kepler

Gli ultimi scatti di Kepler

Dallo scorso 30 ottobre si trova in un’orbita sicura, godendosi la meritata pensione dopo oltre nove anni di intenso lavoro a raccogliere dati sulla luce proveniente da migliaia di stelle e a caccia di pianeti extrasolari: il vacanziero in questione è il telescopio spaziale Kepler della Nasa, messo a riposo in seguito all’esaurimento del carburante. Nonostante il pensionamento fosse vicino, il telescopio ha continuato il suo lavoro con costanza fino alle ultime settimane, raccogliendo ulteriori dati che sono confluiti in un patrimonio di informazioni a disposizione della comunità scientifica per molti anni a venire. Kepler, infatti, ha individuato oltre 2600 esopianeti ed ha confermato che la Via Lattea ha addirittura più pianeti che stelle.

Le ultime immagini raccolte da Kepler risalgono al 25 settembre 2018. La prima (cliccare qui) ha immortalato il sistema planetario di Trappist-1 in direzione della costellazione dell’Acquario; scoperto nel 2017, il sistema è costituito da sette pianeti rocciosi, tra i quali almeno tre sono considerati mondi temperati. La seconda immagine (qui), invece, ha come soggetto il sistema di GJ 9827, una stella che si trova nella costellazione dei Pesci e che ospita tre pianeti; data la relativa vicinanza (97 anni luce), il sistema è ritenuto un’ottima palestra per studiare le atmosfere degli esopianeti. Protagonista della terza foto (qui) è K2-138, un altro sistema costituito da sei pianeti di dimensioni comprese tra quelle della Terra e quelle di Nettuno; K2-138, che si trova nella costellazione dell’Acquario, è stato interamente scoperto da un gruppo di cittadini-scienziati.

A raccogliere l’eredità di Kepler è Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite), telescopio spaziale della Nasa lanciato il 18 aprile 2018. Per qualche mese i due telescopi hanno operato in contemporanea, consentendo agli astronomi di effettuare una comparazione tra i dati raccolti dalle due missioni. Kepler, lanciato il 7 marzo 2009 da Cape Canaveral, è stato attivo per oltre nove anni ed è riuscito a superare brillantemente una crisi a circa metà della missione, da cui poi è scaturita la sua ‘seconda’ vita operativa (missione K2). L’immagine in alto è una delle prime realizzate da Kepler, nell’aprile 2009, ed è relativa ad una porzione di cielo stellato nelle costellazioni del Cigno e della Lira.

Autore

Valeria Guarnieri

Nata in tempo utile per vivere sin dall'inizio il fenomeno Star Wars, lavora in ASI dal 2000 e dal 2011 si occupa di comunicazione web presso l'Unità Relazioni Esterne e URP dell'ente. Dedica la maggior parte del tempo libero alla montagna, suo grande amore.

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